Qui siamo a casa

È ormai tanti giorni che abbiamo i piedi immersi in questa terra rossa ed è incredibile quanto questa polvere ti entri dentro.

Quando si è da tanto tempo lontani da casa, si inizia a chiamare casa, quasi involontariamente, il posto che ti accoglie.

E qui a Miandrarivo  è proprio così, siamo a casa.

Le suore del Magnificat ci hanno accolto come dei nipoti che tornano a casa dopo tanto tempo.

Hanno atteso il nostro arrivo con un sorriso indescrivibile, un sorriso che ci accompagna giorno dopo giorno.

Si sono sacrificate, hanno stravolto la loro vita per qualche giorno e si sono strette per lasciarci tutto lo spazio di cui abbiamo bisogno.

Il loro carisma, il loro essere sempre felici, la loro energia ha contagiato anche noi.

Le giornate qui volano, tra una canzone e l’altra, tra un bans e una battuta e tutto è più piacevole.

Sembra quasi un posto magico, anzi probabilmente lo è.

Si, si sta talmente tanto ben qui che ogni tanto avverto già la malinconia che mi travolgerà una volta tornata in Italia, quel mal d’Africa di cui tanto si parla e che mi sembrava così sciocco prima di partire.

E invece è proprio così, il Madagascar mi ha stretto forte il cuore strappandomene un pezzettino, un po’ di Carlotta rimane qui, a casa, a Miandrarivo.

In malgascio casa si dice trano.

Le case qui sono completamente diverse dall’idea di casa che abbiamo noi.

Non si sta mai in casa, la vita è fuori, in strada.

Ci si rifugia tra le proprie mura solo la sera per riposarsi.

Oggi abbiamo assaporato la vita cruda e semplice di chi vi abita.

Spesso si ha solo una stanza, dove si cucina, si mangia e si dorme.

Entrando siamo stati travolti dal fumo del fuoco, così denso che tenere gli occhi aperti sembrava quasi una sfida impossibile.

Hanno accolto noi, i vazaha venuti da lontano con un ospitalità, una gentilezza e una spontaneità che mettevano i brividi.

Erano felici, contenti di averci li pur non conoscendoci pur non avendo niente, erano felici, felici.

Ho riflettuto molto su questa parola, felicità.

Pensiamo sempre che la felicità siano delle circostanze favorevoli.

Una persona è felice quando la vita gli gira nel verso giusto.

Ama non è così, qui ho capito che una persona è felice quando non si sente sbagliata.

Quando sente che la propria vita è significativa.

Quando tu trovi un significato allora sei felice.

Non importa se tutto ti è contro, se tutto è faticoso ma se capisci che anche quella sofferenza che stai vivendo è significativa allora sei felice.

È questa la felicità che cerchiamo, la felicità di avere un senso.

Io qua ho trovato il mio senso.

La felicità Carlotta 0

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